Mal dell'esca

METODO PER LA LOTTA AL MAL DELL'ESCA

Ecco l'esperienza fatta sulle piante del mio vigneto che mi ha portato a presentare domanda di brevetto.

Ho iniziato nel 1987 recidendo le piante ammalate in basso, a 40 cm. circa dal terreno, ricostruendo la pianta con un tralcio (ricaccio), poi ho iniziato a recidere un solo cordone quando la pianta ne aveva due se il mal dell'esca si manifestava nella zona terminale del cordone stesso.

In questo caso era interessante vedere che il secondo cordone continuava a vegetare come se non avesse avuto nulla in comune con il cordone ammalato, pur essendo generato dallo stesso ceppo.

L'unico problema era il tempo per ricostruire il cordone o nella peggiore delle ipotesi l'intera pianta.

Queste esperienze mi convinsero che il mal dell'esca era nella zona dove si manifestava: bastava recidere il cordone o la pianta ad una distanza di sicurezza dalla zona ammalata e si risolveva il problema del mal dell'esca.

Da qui continuando ad osservare e sperimentare, sono arrivato a convincermi che la causa del mal dell'esca sia una saturazione di materia che si forma nei tralci, nella chioma e che poi a contatto con il caldo si trasforma e genera il mal dell'esca.

Continuando ad osservare e sperimentare sono arrivato a capire che la materia che genera il mal dell'esca sale dal condotto centrale della pianta (midollo).

Le diverse percentuali di azoto utilizzate nelle concimazioni effettuate dall'anno 1985 in poi hanno creato delle percentuali di nuovi attacchi che vanno dall'uno al dieci % all'anno. Più la percentuale d'azoto è alta, più è alta la percentuale dei nuovi attacchi.

Inoltre più è alta la percentuale dei nuovi attacchi e più è aggressivo il mal dell'esca.

Questi interventi sono sempre stati eseguiti al primo manifestarsi del mal dell'esca, quindi nel periodo primavera-estate.

Dopo tante prove ed esperienze nell'anno 1998 ho sviluppato il metodo (brevetto) che mi permette di non recidere le piante.

Le analisi di laboratorio "eseguite dopo la presentazione della domanda di brevetto" sul midollo del tronco di più piante non hanno presentato nessun tipo di fungo implicato nella sindrome del mal dell'esca, al contrario del legno che ha presentato delle zone necrotiche oltre a dei funghi implicati nella sindrome del mal del'esca, i problemi presentati dal legno non mi preoccupano, non mi sono mai trovato in difficoltĂ  per questo.

Queste analisi mi hanno confermato che il mal dell'esca si trova nella zona dove si manifesta, basta fare una concimazione corretta e se qualche pianta presenta comunque il mal dell'esca si può intervenire recidendo la pianta stessa o applicando il metodo (brevetto) se ne ha diritto.

Le analisi di laboratorio eseguite sulle piante VOLUTAMENTE NON POTATE, in parte non hanno presentato nessun tipo di fungo implicato nella sindrome del mal dell'esca, le restanti hanno presentato, ciascuna di loro, un solo tipo di fungo, sono serviti 45 giorni per farli emergere, al contrario tutte le piante normalmente potate (ANALIZZATE) hanno sempre presentato funghi implicati nella sindrome del mal dell'esca nell'arco di 20 giorni.

Per ogni controversia è competente il Foro di Modena

Campogalliano, agosto 2005
Gianni Pollastri